l'Investitore Accorto

Per capire i mercati finanziari e imparare a investire dai grandi maestri

Archivio per il tag “notizie finanziarie”

Informazione, rumore e scelte d’investimento

Uno degli insidiosi paradossi con cui gli investitori, piccoli e grandi, hanno a che fare è che l’abbondanza di informazioni finanziarie complica anziché agevolare le scelte d’investimento. Il pensiero mi è tornato alla mente mentre seguivo l’andamento delle Borse nelle due sessioni conclusive della scorsa settimana, quando gli indici sono stati spinti – stando alle cronache – prima bruscamente al rialzo e poi ancor più pesantemente al ribasso da una serie di dati sull’occupazione americana in apparenza contrastanti. Continua a leggere…

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Gli italiani e l’informazione finanziaria online

Mi sono alzato stamani chiedendomi quale sia l’interesse degli italiani per l’informazione finanziaria online (è bizzarro, lo so, ma spero di non essere giudicato male). Non sapendo se esistano studi comparati affidabili e non volendo dedicare troppo tempo a questo mio assillo, ho imbastito un’estemporanea ricerca domenicale, giusto per ammazzare l’attesa per il ritorno di moglie, figli e suocera da una settimana di vacanza a Parigi.

Ho fatto dei confronti. La finanza è un fenomeno globale e la sua prima lingua è l’inglese. Sono così andato a vedere come si suddividano per nazionalità i lettori dei più prestigiosi siti di informazione finanziaria in lingua inglese: Bloomberg, Reuters, Wall Street Journal, Financial Times, Barron’s, The Economist. Continua a leggere…

Sul cattivo uso del P/E e il P/E normalizzato

Un articolo apparso su Bloomberg News qualche giorno fa ha attirato la mia attenzione. Si trattava, d’altra parte, di un’esclusiva pubblicata con grande risalto e dal titolo sensazionale: “S&P 500 Stocks Are 45% Cheaper Than When Index Last Hit Record” (I titoli dell’S&P 500 sono il 45% meno cari di quando l’indice toccò i massimi del 2000”). Ne riporto, in una mia traduzione, alcuni passi salienti.

“I titoli dell’indice S&P 500 potrebbero essere ancora un “affare” dopo che il benchmark azionario americano ha sorpassato i massimi del 2000. Continua a leggere…

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