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Calcio, coca e cellulari: i primati dell’Italia

Leggo che l’Italia è seconda in Europa per consumo di coca, dietro alla Spagna e alla pari con la Gran Bretagna. Sarà un caso, ma mi sembra la Champions League, dove otto delle ultime dieci edizioni sono state vinte da squadre di questi stessi paesi. Nel calcio e nella coca siamo ai vertici, un collettivo davvero da sballo. Ma non sono questi gli unici primati che possiamo vantare.

Su GeographyIQ ho trovato  infatti altri record interessanti:

a) per percentuale di popolazione sotto i 15 anni l’Italia è 210° su 210 paesi al mondo, con un fosco 14% (nella culla della Chiesa cattolica, che predica indefessa il sinite parvulos ad me venire, e dei governi a geometria variabile ma a guida in vario modo democristiana, tanto sensibile al tema della famiglia, stiamo messi peggio di chiunque altro: sulla faccia della Terra non c’è chi disdegni i bambini quanto noi);

b) per percentuale della popolazione oltre i 65 anni l’Italia, con il 19,1%, è 209° su 210 paesi, battuta solo dal Principato di Monaco, dove però i vecchi vanno per concludere un’esistenza “dorata”, e possono fregarsene di pensioni minime e di scaloni, che non siano quelli dei loro palazzi;

c) per tasso di fertilità, l’Italia è 200° con 1,27 figli per donna, davanti a paesi traumatizzati dalla fuoriuscita dal comunismo, come Russia e Lituania, o a Macao, dove non c’è tempo per i figli perché si fanno le ore piccole al casinò;

d) per tasso di crescita del Pil l’Italia è 179°, davanti a Haiti, Burma, Burundi, Timor Est, Etiopia, Zimbabwe, Iraq e pochi altri (la prossima volta che qualche leader politico nostrano parla di crisi economica “internazionale” per giustificare le nostre defaillance, ora sappiamo qual è il suo universo di riferimento; insomma, quali sfasciumi ha in mente);

e) per debito estero l’Italia è 2° (dietro agli Usa, che però, forse, se lo possono permettere);

f) per numero assoluto di cellulari (circa 56 milioni) l’Italia è 5°, dietro a Cina, Usa, Giappone e Germania. Ma nessuno può vantare il nostro rapporto pro capite di quasi un telefono per persona (infanti e sordomuti compresi).

Dunque, non generiamo figli, non produciamo Pil, facciamo debiti e, mentre ci muoviamo inquieti da uno stato (fisico o mentale) all’altro, abbiamo un sacco di cose da dirci , del tipo: “Ehi, c’hai della coca?”.

Ogni tanto qualcuno, in pubblico, paventa i rischi di una deriva, latinoamericana o di altro genere. Ma temo non si renda conto quanto fuori rotta già sia l’Italia.

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