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Il neoliberismo, il Dalai Lama e io

Un lettore ha criticato il mio ultimo post L’Italia, le lobby e l’interesse generale, perché sosterrebbe posizioni neoliberiste che finirebbero solo per aumentare le disuguaglianze. Ma come, ho pensato. Mi dichiaro a favore del “disarmo” delle “tante caste che irrigidiscono e segmentano la nostra società, erigendo barriere e creando discriminazioni tra i cittadini, e mi si obietta che così facendo le disparità crescerebbero? Mi è sembrato un nonsenso.

Il lettore si era peraltro espresso in modi civili, argomentati, pienamente legittimi. Meritava tutto il mio rispetto. Ho così risposto, cercando tra l’altro di mettere in evidenza come quei paesi che già applicano – in qualche modo, ma comunque più e meglio di noi – le ricette proposte da Mario Monti, e da me sostenute, siano meno diseguali del nostro.

Neoliberista, io?

Quanto ho scritto, nella mia risposta, mi è sembrato persuasivo. Ma mi è rimasto un dubbio, di natura più personale. Com’è possibile che io, che neoliberista non sono mai stato (qualsiasi sia l’interpretazione che si vuol dare del termine neoliberismo), venga percepito come tale?

Della propria immagine pubblica penso sia giusto occuparsi, per far sì che ci sia sufficiente armonia (nell’inevitabile differenza dei punti di vista) tra la nostra percezione di noi stessi e quella che ne hanno gli altri.

La nostra identità si sviluppa grazie alla rete delle nostre relazioni. Se non ci sono strappi e cesure tra l’idea che abbiamo di noi stessi e quella che ne hanno gli altri, il nostro “io” sarà più equilibrato e forte. E maggiore sarà il benessere che trarremo dallo stare in compagnia di noi stessi, e che presumibilmente gli altri trarranno dallo stare con noi.

Inoltre, e più semplicemente, siccome scrivo un blog che ha un suo pubblico, mi sta a cuore che i miei lettori – anche quelli occasionali – capiscano senza troppe difficoltà con chi hanno a che fare.

Con queste motivazioni, sono tornato a chiedermi: com’è che qualcuno pensa che quello che scrivo è da neoliberista?

Un test per capire la politica

Per capirlo, ho fatto un test, liberamente accessibile sul sito The Political Compass. Si tratta di una sessantina di domande, che sondano gli atteggiamenti nei confronti dello stato, l’economia, la società, la religione, il sesso al fine di determinare l’orientamento politico complessivo di una persona.

Vi invito a provarlo. E’ anonimo. E’ solo in inglese, purtroppo, anche se basta una limitata conoscenza della lingua per riuscire a districarsi.

Ecco il mio risultato:

Sono, secondo il test, un libertario di sinistra. Siccome la scala va da 0 a 10, tra chi sta nella metà di sinistra, io, con il mio punteggio di 3,50, risulto un moderato. Tra quanti invece sono classificati come libertari, con il punteggio di 5,59 mi colloco appena oltre la media. E’ una descrizione calzante? Direi di sì. Una conferma dell’affidabilità del test l’ho trovata nella pagina di analisi disponibile su The Political Compass (analisi che è comunque opportuno leggere solo dopo aver fatto il test).

Lì appare il seguente grafico, che raffigura la posizione politica di alcune personalità. Il questionario, per loro, è stato compilato da un panel di esperti sulla base dell’esame di pubbliche dichiarazioni.

La figura più vicina – quasi coincidente – al mio risultato è il Dalai Lama, la più lontana è George W. Bush (assieme a Robert Mugabe, Bashar al-Asad e Hu Jintao). Si tratta, in effetti, di una rappresentazione accurata di quanto penso. Tra le personalità del grafico, il Dalai Lama è quella che mi piace di più, Mugabe, al-Asad, Hu Jintao e Bush quelle che mi piacciono di meno. Il neoliberismo alla Bush, in particolare, come quello di Reagan o della Thatcher prima di lui, è agli antipodi della mia visione politica.

Un problema di assi

Cos’è allora che ha tratto in inganno il mio lettore? Non lo so. Ma sarebbe interessante se anche lui facesse il test e condividesse i risultati. Avanzo un’ipotesi. Da quanto ha scritto, sono portato a pensare che il mio lettore sia più di sinistra ma soprattutto meno libertario di me.

E’ evidente che ha avvertito, nel mio post, una distanza. Ha pensato che fosse rappresentabile soltanto nei termini di destra e sinistra: lui, di sinistra, io, neoliberista. Si trattava, piuttosto, della distanza che separa un autoritario da un libertario.

Io, le barriere, per quanto possibile le voglio abbattere – in un “disarmo” multilaterale e generalizzato. Ma per il mio lettore almeno alcune di queste barriere restano, se non sbaglio, essenziali per costruire una società più giusta. Non sono d’accordo. Ma, sempre se il mio lettore conferma la mia ipotesi, avremmo individuato meglio cosa ci differenzia. E capito che il neoliberismo – un concetto spesso imbracciato come un’arma nella polemica di sinistra – c’entra ben poco.

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7 pensieri su “Il neoliberismo, il Dalai Lama e io

  1. ENTJ in ha detto:

    Ho fatto il test e mi colloco giusto un paio di quadretti sotto di lei: Economic: -3.25Social: -7.44Dunque, ancora in zona Dalai Lama (che sollievo!)

  2. Giacomo in ha detto:

    Curioso, credevo di essere MOLTO più a destra e invece leggerissimamente a centro destra.L/R:0.38Libert/Auth: -1.69Il problema è che in quel settore non c’è nessuno.Mi sa che sono l’unico che sta andando contromano in autostrada….

  3. San Siro in ha detto:

    Ho usato il termine “neoliberismo” in modo generale e generico, senza voler etichettare nessuno, neppure Monti, che ritengo anzi un uomo molto aperto (in una trasmissione su La 7 parlò, senza però entrare nel merito, di “interessanti proposte di politica economica” da parte della galassia dei gruppi no-global, specificando però che esse erano inapplicabili in un paese solo.) Come ho precisato nel post precedente, ritengo che oggi le politiche economiche del centro destra e quelle del centro sinistra siano sovrapponibili perché la parte “liberale” di fatto coincide, mentre la parte “redistributiva”, che dovrebbe contraddistinguere la sinistra, non è semplicemente praticabile per le ragioni politiche, culturali ed economiche che ho indicato.

  4. Riccardo in ha detto:

    Ti ho sempre letto con gran piacere e ho potuto imparare molto dal tuo blog e dai tuoi consigli…Ti volevo segnalare questa mia personalissima iniziativa, alla quale spero di essere all’altezza…(ovviamente non vuole essere una concorrenza! anche perchè non ne sarei lontanamente capace!!)http://celticsnietzscherules.blogspot.com/

  5. San Siro in ha detto:

    Comunque non mi sottraggo all’invito di sottopormi al test.Ecco il risultato:Economic Left/Right: -8.38Social Libertarian/Authoritarian: -6.67Nulla di strano. Ho cominciato a lavorare quando era in vigore il “vecchio sistema” che oggi si sta cercando di smantellare e ho avuto modo di apprezzarne le virtù. Io però lavoravo in un settore moderno, dove le garanzie o non c’erano o erano molto ridotte. Però venivamo pagati molto bene: è esattamente ciò che prevede la teoria dei contratti, il rischio va remunerato. Di converso, le garanzie contribuiscono ad abbassare il costo dei lavoratori (questo non lo si ricorda mai quando si dice che i sindacati alterano il costo del lavoratore rispetto a quello che verrebbe fissato dal mercato; così come non si citano quelle ricerche econometriche secondo cui la contrattazione collettiva – che si sta cercando di sminuire – ha un effetto positivo sul ciclo economico.)Morale: quando il mio settore ha perso circa 1/3 dei posti di lavoro, molti si sono riallocati diminuendo sensibilmente il loro tenore di vita, ma nessuno, che io sappia, ha mai sperimentato la sindrome della quarta settimana.Con noi il liberismo è stato clemente. Dubito che lo sarà altrettanto in futuro con le nuove categorie di lavoratori.

  6. Giuseppe Bertoncello in ha detto:

    San Siro,la ringrazio. La mia ipotesi era sbagliata. Sull’asse sociale ci separa solo un punto, mentre su quello economico i punti diventano quasi cinque. Io, dal suo punto di vista, sono alquanto di destra. Ci penserò. La prego, però, cerchi di non uscire dal campo di gioco. Se si allontana troppo, finirà per vedere Bush e il Dalai Lama (e io con lui) che vanno a braccetto. Tutto le sembrerà “pensiero unico”.:-)Cordiali saluti,Giuseppe B.

  7. PAP8-) in ha detto:

    Ho fatto il test e sono molto vicino a lei…ecco forse perchè non ho ancora perso un suo post! 🙂 L/R: -4.30A/L: -4.55Anch’io mi ci vedo molto nei risultati… sono anticlericale, contro all’attuale politica estera americana e apprezzo molto la filosofia Buddista 🙂

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