l'Investitore Accorto

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Il retrovisore

E’ dal secolo scorso che ho perso l’abitudine di guardare la Tv. Capisco, da giornalista, che si tratta di una notizia di nessun interesse, di cui non vale la pena parlare. Ma devo fare due precisazioni, e qui qualche motivo d’interesse forse c’è. Mia moglie la Tv ogni tanto, sul tardi, dopo che i bimbi sono andati a letto, la guarda. Per due motivi, e non più di due: gustarsi qualche thriller, di cui è golosa quasi quanto dei suoi prelibati dolci siciliani, e addormentarsi. La Tv resta così accesa, abbandonata a se stessa, fino a un mio intervento risolutore. Con una frequenza che non può essere casuale, mi è capitato a questo punto di osservare una cosa: sullo schermo campeggia un qualche potente d’Italia, intervistato nel suo studio, e sullo sfondo cosa c’è?

Un televisore congelato sul Televideo Rai.

Ora, si dà il caso che anch’io sono un cultore del Televideo Rai, ed è, penso, l’unica cosa che mi accomuna ai potenti d’Italia. Ebbene sì. Non guardo la Tv. Ma prima di dormire, quando Marzullo prende in ostaggio gli italiani che non hanno avuto l’accortezza di riparare sotto le lenzuola, io ho l’abitudine di dare un’occhiata al Televideo.

Mi sono anche chiesto il perché (forse condizionato dall’audio che filtra, mentre le pagine scorrono lente sul video: “si faccia una domanda, si dia una risposta…”). E mi sono detto che deve trattarsi di un’attività di compensazione più che di compulsione (chi vuole approfondire la differenza può leggere questo articolo).

Occupandomi di investimenti, finisco per operare nel presente ma per interrogarmi spesso sul futuro. Al termine della giornata, è come se avvertissi la mancanza di un più saldo ancoraggio al passato. E a questo bisogno risponde il Televideo Rai.

Faccio un esempio. Qualche giorno fa sono finito sulle pagine di sport, 260 e seguenti. L’estate è stagione di motori, e il Televideo raccontava, a modo suo, le vicende della Formula Uno, e, in particolare, i bellicosi propositi del “finlandese della Ferrari, Kimi Hakkinen.”

Hakkinen? Il trentanovenne pilota ritiratosi dalla Formula Uno sei anni fa? Hakkinen, ripeteva per due volte, inappellabile, il Televideo.

Immagino che anche il Presidente Prodi sia un cultore del Televideo. E se non lo è, gli consiglierei di diventarlo. Gli renderà la vita più facile.

Certo, dovrà ingoiare qualche rospo. Sappiamo com’è la Rai, è organizzata un po’ a parrocchie, e il Televideo mi dà l’impressione che sia rimasto fedele al parroco di una volta, don Berlusconi.

Ma Prodi, in questi tempi difficili, di lotte sulla riforma delle pensioni e di ricorrenti voci di crisi, lasci perdere la politica e si concentri sulle pagine di sport.

C’è il Tour de France, che lui, appassionato ciclista, sicuramente ama. Lo segua. E vedrà che, uno di questi giorni, il Televideo gli porterà, in poche, affannate ma tempestive parole, la cronaca di una nuova epica impresa di Gino Bartali. Prodi ne gioirà, per il trionfo in sé, e perché capirà che anche la crisi politica è a un passo dall’essere risolta. Proprio come nel ’48.

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